Venerdì

È mezzanotte, ma il caffè è buono anche freddo. Quindi lo preparo ora, perché ne sento la necessità.

Stavo riflettendo su quante vite si intrecciano alla nostra, ogni giorno. A volte accade di inciampare quasi per caso in storie di vita così diverse dalla nostra, di cui inevitabilmente portiamo via con noi un piccolo ritaglio. Come un post-it. Una frase, uno sguardo che ci rimane incastrato tra le ciglia.

Spesso non ce ne rendiamo neanche conto. Poi però rientriamo a casa, nella nostra casa di sempre, ci sfiliamo le scarpe, infiliamo il pigiama, e nel ripetere gesti che sanno di quotidianità percepiamo un non so che di diverso. Un retrogusto in più.

L’uomo è un essere sociale, questo ci insegnano tra i banchi di scuola, ma c’è molto di più.

Chiunque incontreremo, anche se per caso, anche se per poco, ci regalerà qualcosa che difficilmente ci scrolleremo di dosso.

Questa è la vera magia, il vero potere del rapporto umano. Anche l’esperienza di rapporto più distruttivo che potremo sperimentare ci darà l’occasione di mettere in discussione certezze che pensavamo essere ormai consolidate.

La vita corre veloce, è fluida, malleabile. Niente è sicuro, tutto scorre. Come quando da bambini credevamo che la paura del buio non sarebbe mai passata, invece ecco che dopo anni non riusciamo più a prendere sonno se uno spiraglio di luce entra dalla finestra.

La vita è la metro delle 7.30, ci salti sopra trafelato, con lo zaino ballerino sulla spalla, e speri di trovare un posto a sedere. E stordito dal sonno non ci pensi, non pensi a quante vite ti girino intorno in quella frazione di secondo. A quante storie siedono accanto a te su quei sedili scricchiolanti.

E quanto siamo piccoli, davanti a questo. Siamo una parte infinitesimale di un miscuglio di vite che sbattono, stridono, si colpiscono e poi si dimenticano, o che non si incontreranno mai.

Ma la magia sta anche in questo, nell’ignoto.

Saliremo su altri vagoni, cammineremo per le vie di altre città, urleremo stonati tra moltissime braccia che ondeggiano a tempo di musica, e non avremo mai la piena consapevolezza della ricchezza che ci circonda.

E forse è meglio così.

Perché la continueremo a cercare nello sguardo di un incontro fortuito, nel sorriso di un passante distratto.

E sarà per noi, solo per noi, quell’attimo impercettibile di estrema bellezza.

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3 pensieri riguardo “Venerdì

  1. Mi ritrovo spesso anche io a fare le stesse considerazioni, quando le “formiche” si muovono dal “formicaio-casa” al “formicaio-lavoro” e viceversa. E se non ci fossero le interazioni che così teneramente tu descrivi, saremmo veramente come le formiche. Che poi magari tra loro interagiscono, ma noi non lo sappiamo…

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