Scricchiola il pavimento sotto passi leggeri, mentre cerchi e crei la tua melodia.
Giochi di sguardi, tra te e lo specchio.
Braccia esili sorreggono il peso della tua passione, lasciandoti scivolare nel tuo essere più vero.
Non c’è brusio che distragga, dolore che fermi il tuo movimento.
Lasci la stanza, butti via ossa e muscoli, diventi altro.
Nessuno può vederti. Non c’è modo di toccarti, tu fuggi.
Fuggi via con la tua arte, la proteggi, le dai vita. Le regali gambe e piedi, le permetti di esistere.
Ricordi il vostro primo incontro, ricordi la tua incertezza, le scarpette rosa come le tue guance. Ricordi e t’innamori ogni volta.
L’hai amata anche mentre ti spezzava le ali, la tua arte.
L’hai amata anche quando la stanza strangolava, lo specchio mentiva.
L’hai portata nei tuoi giorni, l’hai resa battaglia, hai vinto e le hai dedicato la vittoria più grande della tua vita.
Ora, alza lo sguardo, lo vedi?
Sei tu.
Sei tu, la tua arte.

