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Domenica

Sonno. C’è il cane da portare giù. Ma io ho sonno.

E va a finire che è lui a trascinare me giù per le scale. E che vaghiamo nel silenzio delle nostre strade. Silenzio. Bastardo il silenzio.

Silenzio che alle 9.50 di stamattina ha partorito in me la tua mancanza.

Mi manchi”

E che significa? Cos’è che rende presente la mancanza di te, che sei passato?

Sarà forse che ricordo perfettamente come muovi le mani. Che i tuoi pensieri vibravano come i miei, e quando s’incontravano facevano a pugni. Che abbiamo visitato posti, urlato, mangiato e sospirato insieme. Che conosco la forma dei tuoi sogni. Il rumore di ciò che non dici. La fattezza delle tue paure.

Sarà che il caffè più buono l’ho bevuto con il tuo sguardo posato addosso, e quando a volte penso di non ricordarmene più il sapore ecco che s’intromette tra le labbra.

Sarà che ti odio perché vorrei lasciar cadere ogni ricordo tra le fessure di un tombino, lanciarlo nel secchio sotto casa, ma so che rimarrebbe comunque qualcosa d’incastrato tra le dita. Qualcosa di attaccato alla parete del cuore.

E allora ricordo; ti lascio vivere, ti lascio spazio. Poi come nulla fosse te ne vai, ed io ripiombo nel presente.

Dove, ad attendermi, la mancanza di te.