Martedì, EBBASTA SBRANARCI!

Gironzolando sul web non ho potuto evitare di buttare l’occhio sulla quantità di botta e risposta riguardo all’accaduto.

Mi riferisco alla tragedia consumatasi al concerto del cantante trap Sfera Ebbasta, lo scorso venerdì sera.

Mi ritengo sinceramente dispiaciuta per le vittime della strage, e avendo un fratellino coetaneo dei ragazzi coinvolti percepisco con vicinanza emotiva la sofferenza delle famiglie.

Detto ciò, a sconfortarmi ulteriormente, sono stati i continui battibecchi che stanno alimentandosi sul web dalla fatidica sera.

È iniziata, forse involontariamente, una battaglia giovani vs generazioni del passato a cui non trovo senso alcuno.

Ci si colpevolizza vicendevolmente, come se la colpa di tanto orrore dovesse necessariamente essere affibbiata a qualcuno.

Non lo trovo giusto soprattutto dal punto di vista umano della faccenda, il quale spesso frastornati dall’uso (o meglio abuso) che i media fanno dell’oggetto di dolore tendiamo a lasciare un passo indietro.

Ho scelto appositamente la parola oggetto per sottolineare ulteriormente la facilità con la quale la fine di giovani vite umane diventi argomento di commenti su Facebook, di dispute sul “chi ha fatto peggio”.

Moralisti di tutte le età cercano di trovare spiegazione a fatti come questo sputando giudizi universali.

Sentenze sancite dal ticchettio di tastiera, dietro alla quale immagino seduto il tipico italiano medio, contornato dalle sue false certezze, mentre sorseggia una tisana al gusto d’ipocrisia.

Dal dolore non dovrebbe nascere asperità, dalla sofferenza non dovrebbe innalzarsi un grido di guerra.

Eppure viviamo in una società in cui la notizia crea fazioni, non pensieri.

In cui chi pensa di essersi fatto un’idea ha la prepotente arroganza di ritenersi portatore della giusta parola.

In cui idee contrastanti non generano dialogo, ma lo abbattono.

In cui ci si chiude nella propria bolla d’ignoranza perché non si ha neanche l’umiltà di chiedersi cosa esista al di fuori.

È comodo, molto comodo puntare il dito verso l’immagine di un volto tatuato, verso una generazione di ragazzini che bruciano le tappe come fossero sigarette (o altro), o d’altra parte verso genitori che non sono stati capaci di trasmettere valori (come il semplice, a dirsi ma non a farsi, rispetto per l’altro).

Io non ho idea del motivo per il quale tanta brutalità ci colpisca alle spalle, a volte. Né tanto meno del perché stavolta abbia scelto di farlo nelle vesti di spray urticante.

Ma so che non sarà sparandoci addosso che ovvieremo alle problematiche della nostra attualità.

Quindi, consiglierei ai nostri amanti delle lotte clandestine sul web, di riposare indici e giudizi in tasca, o dove meglio credono.

Saper stare al proprio posto, quando occorre, fa bene all’anima.

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17 pensieri riguardo “Martedì, EBBASTA SBRANARCI!

  1. Dette da una ragazza giovane queste parole mi danno una ventata di speranza. Condivido tutto e penso che se proprio devo trovare un colpevole in eventi del genere (evito volutamente di scendere nel dettaglio di un accaduto di cui solo gli inquirenti conosceranno la verità…forse) è solo la stupidità che sembra attanagliare l’umanità tutta. Stupidità che genera altra stupidità che genera incapaci al governo che genera violenza che genera il nulla cosmico.

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  2. Sai? Non si tratta di confronto giovani vs. vecchi , si tratta semplicemente di gentaglia a cui non gliene frega niente della vicenda ma che cerca in tutti i modi possibili di far montare polemica, per riempire ore di trasmissione o pagine al giornale…. e si tratta di altrettanta gentaglia che ci casca ed entra in questo vortice e che sembra che non abbia nulla da fare in giornata.

    Perché poi, fra due settima e di questa vicenda non ne parlerà più nessuno

    Non sono nessuno per dare consigli, e non pretendo neanche pontificare, io semplicemente quando capito in situazioni del genere cambio canale, o passo oltre il sito…

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      1. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10156199209627545&id=92106667544&_ft_=mf_story_key.10156199209627545%3Atop_level_post_id.10156199209627545%3Atl_objid.10156199209627545%3Acontent_owner_id_new.92106667544%3Athrowback_story_fbid.10156199209627545%3Apage_id.92106667544%3Astory_location.4%3Apage_insights.%7B“92106667544”%3A%7B”role”%3A1%2C”page_id”%3A92106667544%2C”post_context”%3A%7B”story_fbid”%3A10156199209627545%2C”publish_time”%3A1544254247%2C”story_name”%3A”EntStatusCreationStory”%2C”object_fbtype”%3A266%7D%2C”actor_id”%3A92106667544%2C”psn”%3A”EntStatusCreationStory”%2C”sl”%3A4%2C”dm”%3A%7B”isShare”%3A0%2C”originalPostOwnerID”%3A0%7D%2C”targets”%3A%5B%7B”page_id”%3A92106667544%2C”actor_id”%3A92106667544%2C”role”%3A1%2C”post_id”%3A10156199209627545%2C”share_id”%3A0%7D%5D%7D%7D&__tn__=%2As%2As-R

        Anche lui la pensa come noi, e mi fa piacere perché seguo il suo tg tutti i giorni

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  3. ognuno ha bisogno di dire la propria, nella falsa convinzione che si tratti puntualmente di una perla di rara importanza della quale l’umanità non possa assolutamente essere privata. Internet ha reso ciò solo molto più frequente. Purtroppo.

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